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Una lobby potente

Venerdì 22 giugno, l’assemblea plenaria di FIPER (Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili),
tenutasi a Roma e a cui hanno preso parte in veste di relatori anche il deputato SVP Albrecht Plangger e altri esponenti politici del Senato e della Camera, ha confermato Hanspeter Fuchs, presidente di SEV, alla carica di vicepresidente. I
delegati hanno inoltre eletto per la prima volta Rudi Rienzner, direttore di SEV, nel consiglio d’amministrazione di FIPER, in cui SEV era già rappresentata da anni attraverso Norbert Kosta (Azienda Pubbliservizi Brunico), anch’egli riconfermato. SEV ha così consolidato ulteriormente la sua posizione nell’organo direttivo di questa organizzazione, cui aderiscono in tutt’Italia 84 centrali di teleriscaldamento a biomassa e 109 impianti a biogas.

Non c’è da stupirsi: con 77 impianti, l’Alto Adige dispone della maggior concentrazione di centrali di teleriscaldamento in Italia. 46 di queste aderiscono a SEV, facendo di Federazione Energia Alto Adige un “colosso” in questo segmento di mercato a livello nazionale. Il suo forte posizionamento in FIPER è però legato anche alla stretta collaborazione tra le due federazioni nella questione che ruota intorno alla contestata regolamentazione delle centrali di teleriscaldamento. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) vuole infatti assoggettare tutte queste centrali a regole standardizzate, mentre SEV è dell’avviso che tali misure possano gravare eccessivamente sugli impianti altoatesini con onerosi vincoli burocratici, senza apportare un reale beneficio ai consumatori.

La congiunta attività di lobbying sta già portando i suoi frutti: ARERA ha infatti prospettato alcune concessioni per le centrali di teleriscaldamento altoatesine, anche se continua a insistere sulla trasmissione di dati e informazioni sugli impianti. Attualmente, SEV ne cura la rilevazione direttamente presso le aziende aderenti, inoltrandoli ad ARERA sotto forma di set. Solo con tali dati l’Autorità di regolazione è in grado di deliberare le norme derogatorie, come SEV ha sempre richiesto. In base a queste, le centrali fino a 750 punti di cessione e una potenza nominale fino a 6 MW dovrebbero essere esentate da tale disciplina, mentre nel caso di impianti fino a 1.500 punti di cessione e una potenza nominale fino a 50 MW, la regolamentazione prevista dovrebbe essere ridotta al minimo.
 




 
 
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